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"This Is The End - Skyfall Is Where We Start" (10 Novembre 2012)


Siamo alla fine che ci riporta agli inizi, perché "Skyfall-007" di Sam Mendes, con i costanti rimandi ai precedenti episodi dell‘agente temerario al servizio di sua Maestà, insiste più che mai nel senso della tradizione. Tanto cara agli inglesi, come a chi veramente in questo eroe vede un suo simbolo. Però James Bond in Skyfall (Daniel Craig) per quanto tradizionale, non dimentica l’epoca cui è giunto il suo narcisismo e al diavolo gli indugi, scopre il suo lato "B": di affascinante seduttore, a quanto pare, per sua stessa ammissione, non solo di donne… Mentre il perfido di turno (Javier Bardem), laido ma di un fascino tutto suo, lo accarezza tra le gambe: „C‘è sempre una prima volta, Bond”… lui controbatte sovrano „e chi te lo garantisce, che sarebbe la mia prima volta.“. L‘agente Daniel Craig strizza l‘occhio alla comunità gay, con un debole nei suoi confronti, più che verso gli altri interpreti, da Sean Connery, a Pierce Brosnan, passando per Roger Moore fino a Timothy Dalton. Sono i tempi moderni o si voleva un eroe più completo? Che lungi dal voler diventare obsoleto, dopo una lunga e dura carriera di lotta contro orribili, decadenti, frustrati, megalomani criminali si scontra col tipo mancante, dunque il gay psicopatico. Come la si pensi è irrilevante a giochi fatti, sia il pubblico a metterci una pietra sopra o meno, se la saga però finisse con Skyfall, questo Bond il cerchio lo avrebbe chiuso, riportandoci al punto di partenza, addirittura ai primordi che tutti ricordiamo e che ci mancavano, quando Eve Moneypenny gli sveniva davanti, mentre lui entrando in ufficio lanciava il cappello sempre a bersaglio sull’attaccapanni oppure quando l‘agente „M“ ansiogeno, gli stava col fiato sul collo, affidandogli documenti segreti („Never Say Never Again"), lingotti esca („Goldfinger“) o Bentley britanniche D.O.C. che facevano lezione alla Supercar tutta stelle e strisce di Hasselhof, che anfibia non è mai stata come quella di Bond in „For Your Eyes Only“ (1981). A questo Bond, non interessa il dialogo interdisciplinare, il meccanismo dei rimandi ricorda al pubblico in sala, che quel film non narra solo l'ennesima avventura, ma guarda al passato per festeggiare con il suo pubblico i cinquant'anni.

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